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Dalla bellezza all’alimentazione e ritorno.

Se condividete che la bellezza non è lo stereotipo offerto dalle copertine patinate che ci offrono immagini di donne perfette ma sempre più uguali.  Se credete che “la bellezza” sia sempre un complesso di cose, cura, igiene, individualità, ma anche saper non solo convivere ma addirittura valorizzare i “difetti” che spesso poi sono quelli che ci rendono più noi stesse, individui diversi da tutti gli altri.  Beh, in questo mio ideale di bellezza che si costruisce ogni giorno, non può mancare uno spazio speciale dedicato all’alimentazione.

La ricerca tra falsi miti, diete alla moda, e guru poco saggi o troppo interessati.

Da anni vagavo alla ricerca di un manuale che mi spiegasse qualcosa di alimentazione. Non cercavo l’ennesima dieta, quella a zona, quella iperproteica, quella dei liquidi, delle minestrine, dell’uva, della patata. Per puro spirito di contraddizione che un americano grasso pretenda di insegnarmi quanto siano pericolosi i carboidrati, lui che beve Diet Coke al posto dell’acqua e mangia Light Bacon (diononsappia a quali processi denaturanti debba essere sottoposta  la pancetta per rinunciare ai grassi), era ed è, una cosa che mi manda su tutte le furie.

I libri di alimentazione per dietologi presentavano una serie di tabelle sulle proprietà dei singoli alimenti, descrizioni di una ipotetica dieta in calorie… Ma vi immaginate tutta la vita a contare quante calorie ci sono nel piatto? Viceversa, in natura, trovatemi un singolo animale obeso…. Pensate che nascondano nella tana tabelle e manuali?

Poi ci sono i grandi nomi, quei nutrizionisti che in televisione dicono alle mamme che una merendina (che indica quante calorie contiene) è migliore di una ciambella fatta in casa… Ecco io a queste pretese di identità (o addirittura superiorità) tra prodotto industriale e prodotto fatto in casa, proprio non posso piegarmi.

Sarò conservatrice, sarò meridionale quanto volete, ma nessuno mi convincerà mai che l’insalata delle buste che si mantiene per giorni uguale a se stessa sia vagamente vicina a quella fresca. Che “4 zompi in pentolella” sia il miglior regalo della casalinga devota alla famiglia felice…. lasciamolo credere a qualche povero sfigato.

Chi trova un amico…

Poi nel 2002 l’incontro felice con il “Manuale di Alimentazione Naturale” di Nico Valerio. Un inedito connubio di scienze moderne, antropologia, storia degli alimenti e delle interazioni con l’uomo. Ricco di riferimenti scientifici ad articoli e scoperte comparsi nei migliori journals americani ed europei. Non una dieta, ma un’avvincente interpretazione dell’alimentazione umana nei secoli, fino all’uomo moderno.

Intendiamoci si sfatano alcuni miti cari della cucina tradizionale (stracotture in primis), ma senza alcun cenno di asservimento all’industria alimentare, anzi.

Nico Valerio è un vegetariano, io no. Ma questo arricchisce il rapporto dialettico, ne apprezzo la non superficialità, il suo ribadire che man mano che per ragioni etiche/salutistiche si rinuncia ad inserire alcuni alimenti nella propria dieta, occorre che aumenti il nostro senso di “responsabilità” verso noi stessi. Non si può diventare vegan da un giorno all’altro senza cercare di capire di cosa il nostro corpo necessita.

Scoprirete che  una delle ragioni per cui l’industria ci propina cibi bianchi è che più gli alimenti sono raffinati più sono conservabili, ma anche più poveri di nutrienti. Che per fare i comodi loro rinunciamo a nutrirci bene noi.

Vi accorgerete che il buon pane integrale, che nulla ha a che fare con i tristi panini all’olio o filoncini in cui si intravvede qualche frammento di crusca, è il miglior “spazzino intestinale” persino rispetto alle solite verdure più fibrose…

Riscoprirete il piacere dell’autentica dieta mediterranea fatta di carboidrati non raffinati, di crudità e verdure. Leggerete quanto il sale sia un perfetto alleato dell’industria alimentare per supplire alla mancanza di sapori. Ed ancora potrete togliervi ogni curiosità circa le proprietà di ogni singolo legume, erba rara, frutto, verdura, formaggio, uova, cereale…

Una riedizione per il 2012

Insomma per i curiosi per natura ecco uno strumento ideale per scoprire di più al di là dei pareri comprati dall’industria, dei falsi miti, delle diete strambe e pericolose. Ecco un manuale per chi vuole star bene, e guarda alla bellezza come un progetto da costruire giorno per giorno, con alimentazione, movimento, cura della persona, cosmetici, apprendimento, ricerca, ecc.

Dopo un decennio il manuale è finalmente in ristampa, in edizione aggiornata e tiratura limitata. Vi rimando al blog di Nico Valerio per prenotare la vostra copia o alla sua pagina Facebook.

* Vi ricordo che su Anobii è consultabile la libreria della Profumeria Adriana, molto in-progress con tante recensioni ancora tutte da scrivere, e libri da aggiungere, nel frattempo, ogni scambio, segnalazione, commento è sempre gradito.

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