Tag

, , ,

Torno sempre volentieri a Firenze. Ma visitare Fragranze è aggiungere piacere al piacere. La manifestazione della profumeria artistica è cresciuta da quelle prime edizioni che si tenevano nelle deliziose limonaie dei Giardini Corsini, sicché da qualche anno ci si ritrova alla Stazione Leopolda.

In albergo ho avuto il piacere di reincontrare Denyse Beaulieu che ha collaborato con il celebre Bertrand Duchafour alla creazione di Seville à l’Aube per l’Artisan Parfumeur, e da questa collaborazione ne è nato un diario libro che ogni appassionato perfumista dovrebbe leggere: The Perfume Lover, a personal history of perfumes cui abbiamo dedicato un post questa estate.

Entriamo alla Leopolda, e ci accoglie l’exhibit di Chandler Burr, giornalista del New York Times e curatore della sezione dedicata ai profumi del Museum of Art & Design (MAD) di NY. “Every bottle of perfume contains a world”: in ogni flacone di profumo si celebrano essenze odorose che provengono da luoghi distanti sulla terra, culture e saperi. D’altronde fin dall’antichità il mistero legato ai profumi ed alle essenze preziose costituiva l’altra faccia dei viaggi avventurosi per terre, deserti e mari per farne approvvigionamento. I profumi hanno sempre richiesto incontri di culture diverse, hanno sempre unito il mondo… Mi piace pensare così di tutte le fragranze che ho sulle mensole di casa e della profumeria. Ed anche voi, ogni qualvoltra aprite il vostro prezioso flacone fermatevi un attimo a pensare a quali mondi geografici ed emozionali, quello raccoglie…

Chandler Burr tiene anche un workshop e non posso mancare. Presenta I suoi futuri progetti e mi piacciono le sue prese di posizione un po’ dissacranti. Nel  MAD troveranno spazio le sole fragranze: packaging, flaconi e manifesti o immagini pubblicitarie saranno categoricamente banditi. Burr ritiene che i veri profumi siano opere d’arte, e vadano conosciuti come tali, senza condizionamenti e filtri, per riportare il visitatore all’essenza del profumo. Diverse le stoccate alle multinazionali che imbottigliano oramai qualsiasi cosa purché si venda, annientando quei saperi e voglia di comunicare che ci sono nelle fragranze autentiche. I brief dei grandi colossi sembrano dissezionare profumi di successo, piuttosto che non cercare di creare fragranze originali. I primi 30 secondi del profumo sono i più importanti, quelli in cui si investe di più, perché in 30 secondi, a loro parere, il consumatore sceglie se acquistare o meno. Invece la sua evoluzione nel tempo, un drydown ricco e camaleontico sono sempre più tralasciati, benché nel mondo della profumeria artistica rappresentino il vero carattere di un profumo.

 

C’è uno stand che mi catturerà e nel quale rimarrò imprigionata per gran parte della mia visita al Pitti… mistero che vi svelerò, spero nel corso di ottobre, quando queste fragranze che portano la firma di alcuni dei migliori nasi degli ultimi 30 anni, entreranno, finalmente, nella nostra profumeria…

Anche nel reparto Charms trovo una azienda piccolina ed originalissima, fondata da due sorelle che appresi dal babbo i segreti dell’arte orafa, hanno cominciato a girare l’Europa per mercatini, alla ricerca di pezzi unici e speciali che smontano e riassemblano per le loro collezioni: la “doctor phone bag”, “colazione da Tiffany”, “cartoline dal mondo”, sono i nomi evocativi delle loro collezioni. Un vintage d’autore che ritroverete a novembre in profumeria.

Un’azienda americana propone saponi di eccellente qualità, con un tocco molto “country” ed ecco angioletti e cagnolini, deliziosi profumabiancheria far mostra di sé. Che dire? Non ho resistito ed anche loro troveranno spazio tra le idee Natale che vi proporremo.

Nello stand di Lorenzo Villoresi c’è una vera e propria calca per sentire il suo ultimo profumo, atteso da anni: “Mare Nostrum”. Un progetto che ha impiegato tantissimo tempo per disvelarsi. Credo che l’intenzione iniziale fosse di creare un’unica fragranza, ma il Mediterraneo, la sua storia, sono troppo ricchi, troppo pieni di eventi, di ispirazioni mitiche, di commerci, di scambi, di battaglie e guerre, un complesso intrecciarsi di culture e popoli. Troppi persino per Villoresi che ha poi compreso che Mare Nostrum era il nome dell’intero grande progetto in cui occorreva creare più fragranze, ciascuna portatrice di una storia, un’evocazione, un momento. Il 2012 è il momento di “Aura Maris” che cattura la brezza marina, ci porta lontano dalle solite note ozoniche con cui si rappresenta il mare, per condurci in un modo tutto suo tra la spuma alzata dal vento. Quell’aria di mare che respiri nei giorni di tempesta passeggiando sulla spiaggia, attratta ed allo stesso tempo intimorita dalla potenza dell’oceano mare.

Annunci