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Lasciamoci inverno e freddo alle spalle ed eccoci in giardino assolato, con il pretesto della caccia alle farfalle per percorrerne il prato di fiore in fiore. Possiamo camminare in silenzio, soli o in compagnia, ad osservare ogni dettaglio e sentire tutti gli odori, infatti i profumi si librano nell’aria come farfalle.

“Prima tra aranci e limoni, poi un picnic sotto l’ombra dei tigli, di corsa si passa il giardino di tuberose, ma al primo sole, spezzato dagli altri aromi non è una tuberosa drammatica, da diva, ma fresca e radiosa come una giovane vivace col vestito corto. È il profumo del sole sulla pelle.”

La versione Eau de Toilette è un fiorito agrumato, arioso, chiaro e trasparente. Vi si distinguono il limone ed il tiglio estivo, mattiniero, e non ancora avvolgente come quello delle ore pomeridiane.

La versione Eau de Parfum è un fiorito intenso, più pieno, voluttuoso ed opulento. Il calore della tuberosa è raccolto dall’odore secco e legnoso del Vetiver, ammorbidito da cera d’api e vaniglia.

Mi ha colpito un post di Bois de Jasmin, in cui definisce l’equilibrio tra gelsomino e fiori d’arancio “un autentico Pas de Deux che rende ariosa e leggera l’eau de toilette; nell’Eau de Parfum il Pas de Deux cede il posto al fascino più opulento della tuberosa”. Ed ancora rimarca l’altissima qualità del gelsomino Sambac (dai toni leggermente albicocca), ylang-ylang e tuberosa.

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