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C'era una volta Copertina

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri, 13 febbraio 2013, Lorenza Colicigno ha firmato un articolo sul libro di Luca Lancieri, C’era una volta. Vi consiglio di leggerlo tutto per intero (qui Articolo Gazzetta), perché mi ritrovo nella sua sensibilità interpretativa che dà un senso a quel che sembra troppo (nel libro come nella vita), con un’immagine suggestiva, la semina dopo la bruciatura delle stoppie.

Qui vi riporto quella parte dell’articolo in cui il protagonista (a sorpresa) è Iperborea di Villoresi:

…. «Si può perdere il lavoro per un profumo?», si chiede Luca narratore/personaggio in «La profumeria Adriana». Nella risposta tutta emozionale a questa domanda, in questo perdersi davvero, stando in via Pretoria a Potenza, tra mimose e fiori d’arancio in riva all’oceano, pensando a legni di bosco, godendo le carezze vellutate della pesca, abbandonandosi al bouquet sublime di «Iperborea», di Lorenzo Villoresi, come può non essere condivisa l’idea che sia «meglio un’emozione che la colazione»? Ecco, dunque, ripristinato l’ordine. Questo rovesciamento del mondo è fortemente simbolico, al di là, forse, delle stesse intenzioni dell’autore. Fatto sta che con il suo linguaggio, a volte greve, a volte infero, a volte grottesco, a volte sarcastico, a volte persino lirico, Lancieri brucia, come il fuoco le restoppie per creare l’humus per la nuova semina, la superficie guasta e malata del mondo, liberando così un desiderio di purezza, di autenticità, di verità, di giustizia. E, c’è da giurarci, questo mondo nuovo, che non sappiamo se mai rinascerà dalle ceneri del vecchio, avrà il gusto di «Iperborea».

Lorenza Colicigno, per gentile concessione della Gazzetta del Mezzogiorno.

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