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Tutto l’anno le nostre domeniche, quando siamo liberi, sono consacrate ai bastoncini da Nordic Walking e passeggiate tra le montagne della Basilicata per la gioia di Frodo, il nostro peloso compagno di avventure.

Ogni anno, dopo la tranquillità e solitudine dei mesi autunnali ed invernali, è un vero shock tornare nei nostri boschi.

Basta un fine settimana di sole, l’arrivo dei grupponi da pic-nic che tutto cambia.

Si tratta di gente che sale con le auto sui prati erbosi, che non sia mai detto che fare 20-50 metri a piedi dal parcheggio al tavolo gli faccia prendere un colpo di freddo. Le auto devono essere a non più di due metri di distanza dal tavolo a cui si mangia (forse per salvarsi in caso di un attacco da orsi).

Portano di tutto: pentoloni per cuocere la pasta, poltrone, sedie pieghevoli, decine di teglie da forno, valanghe di piatti di plastica. Quintali di roba che poi a fine pasto diventano inesplicabilmente troppo pesanti per essere riportate fino ai cassonetti della spazzatura. Persino le buste che avvolgevano le bibite messe a rinfrescare in fontane e ruscelli sono abbandonate lì in compagnia dei bicchieri di plastica.

Che il senso di pulizia di molti si arresti sullo zerbino di casa propria è un credo che mi sconcerta dal più profondo. Tutto quel che è mio è sacro, quel che è di tutti invece vale zero. Lo si vede dall’indifferenza con cui anche in città si lasciano per terra gli incarti del pacchetto di caramelle o sigarette appena aperti. È triste, ma è un fatto, constatare che più a nord vai, meno viltà trovi.

In attesa di sconfiggere tale stato di ignoranza, mi piacerebbe vedere qualche forma di controllo, da parte di forestali e Forze dell’Ordine. Se solo ogni tanto, nelle domeniche di sole, si facessero vedere nelle aree pic-nic, con un piccolo monito a “non sporcare” pena multa salata, forse almeno un po’ di tali scempi sarebbero evitati. E per gli enti incaricati di vigilare su queste aree, la pulizia alla domenica sera, al massimo al lunedì mattina dovrebbe essere obbligatoria. Parlare di turismo della montagna, di proposte walking, non ha senso se non si ha un minimo di cura ad accogliere bene chi arriva.

* Foto scattate il 21 aprile 2013 nei boschi di Sellata sul sentiero che da Piana del Lago va ai due rifugi (sempre chiusi ovviamente, ed in attesa di andare in rovina) di Marsico Nuovo. Questo settimana nei boschi non c’era nessuno, i rifiuti risalgono ai pic-nic di domenica 14 aprile.

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