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Serge-Lutens

Sono emozionata: i profumi del Maestro Serge Lutens sono per la prima volta arrivati nel Centro Storico di Potenza. Di più, sono nella nostra profumeria. Li corteggiavo da tanto, ed è un sogno che si avvera.

Rimasi stregata, quando da ragazzetta ancora indifferente alla profumeria della mia mamma, mi avventurai nel Salon du Palais du Louvre, e quasi per gioco affondai il naso in queste fragranze così tanto diverse dal resto. Ne conservo il ricordo, come fossero passati solo pochi istanti.

Serge Lutens è un vero artista. Make-Up artist di Vogue, diventa il creatore Make-Up di Christian Dior, poi prende a lavorare con Shiseido e lì affianca al Make-Up la creazione di profumi. Nel 1992 inaugura Les Salons du Palais Royal. Un vero tempio delle creazioni profumate. E dal 2000 crea la sua linea di profumi.

Ama la fotografia, disegna i flaconi e gli astucci delle sue fragranze, immagina i nuovi profumi, fotografa le sue modelle….

Le sue fragranze mi stregano, perché hanno uno stile inconfondibile, materiale, concreto, spregiudicato. Sembrano sculture tanto sono vibranti, come affondare il naso nella materia, e percepirne la forza creativa.

È stato un viaggio in Marocco, dove adesso risiede, a svelargli il mondo delle essenze. La cultura musulmana fa un uso più pieno dei profumi. Persino il Profeta dichiara che con la preghiera e le donne, i profumi sono tra quanto gli è di più caro sulla terra. E non sono sentori delicati e trasparenti, ma essenze decise, che ti toccano dentro. È a Marrakech tra i suk ridondanti di spezie e pellami, che Lutens prova un vero Shock Olfattivo, quel che riteneva “etereo” gli si rivela in tutta la sua possente dirompenza.

“La società attuale ha la mania del profumare per de-odorare, tutto è profumato e dunque nulla più profuma, abbiamo perso ogni riferimento olfattivo. Si de-odora per eliminare l’identità delle cose e persone (…) La profumeria è diventata un’enorme industria che propone ai nostri olfatti ammaestrati prodotti di largo consumo, ispirati da freddi studi di mercato. Nati morti, senza emozione né memoria, i profumi sono diventati incestuosi, silenziosi, amnesici, non evocano più nulla”*

Serge Lutens invece decide di andare alla ricerca di “odori vivi”, non ovvi, alle volte sorprendenti ed inediti, e dunque più difficili da apprezzare. Ma è qui che nasce il senso di scoperta di chi vuole avventurarsi in questo viaggio olfattivo, arrivare dove non si è ancora stati.

Chiudo con due delle citazioni di Serge Lutens che preferisco:

“Creare un profumo significa inventare un personaggio, ravvivare una leggenda, celebrare la natura, far sognare. Ognuna delle mie fragranze è evocatrice.”

“Non posso creare dal nulla (…) ho bisogno di materia tangibile. Cerco di creare aromi ricchi, consistenti, con profondità e densità. Aromi che possano essere toccati, accarezzati, assaporati. Non esistono composizioni cerebrali, astratte.”

Adesso non vi resta che venirmi a trovare in profumeria per scoprire assieme queste fragranze così suggestive, così carnali, le sentiremo assieme sulle touches e sulla pelle poi, perché non si possono descrivere, parlano direttamente all’anima attraverso l’olfatto.

* da Annick Leguerer  “Le Parfum – des Origines a nos Jours” – Odile Jacob 2005 Parigi

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