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Questa storia è la storia di un incontro, ma non un incontro come tanti, fatto di sguardi complici ma fugaci tra estranei, sorrisi celati e gesti non casuali… no, questo è un incontro speciale e inaspettato con quella che viene definita profumeria artistica o ancora profumeria di nicchia, di cui avevo sentito parlare e a cui mi sono avvicinata per caso grazie a Roberta.

Più che un incontro, però, lo potrei definire un ricongiungimento con quella parte di me, quella che da bambina giocava con i fiori del negozio di zia ammirandone estasiata i colori e perdendosi tra i profumi delle rose e degli iris, che era stata dimenticata da troppo tempo.

Non ricordavo più le sensazioni che mi investivano quando varcavo la soglia della piccola bottega e venivo catapultata in un mondo nuovo, così che non appena ho sentito La Fille di Berlin di Serge Lutens sulla mouillette mi sono sentita subito a casa.

Dimenticate la piramide olfattiva con le sue note di testa, di cuore e di coda; questa fragranza celebra l’armonia di più note odorose sopra le quali, però, ne trionfa una sola.

Rosa.

Rosa borgogna e velluto sulla pelle.

Sorprendente. Speziata. Sulfurea.

Rosa che ti accarezza la pelle come un manto di seta e ti fa sentire protetta e al sicuro per molte ore.

Di lei Serge Lutens ha detto:

“Un sontuoso fiore di sangue, notte, neve, paura e gloria. Una rosa sorprendente, che fa della sua violenza la sua bellezza.

Ho immaginato una rosa di metallo che riposa sulla neve, ma che il carattere della passione.

È una rosa piena di spine, non si sottomette.

La sua fragranza allevia, stordisce e sorprende.

Questo profumo è contraddittorio: deciso e consolante al tempo stesso.

La rosa è un fiore sontuoso, fatto di sangue, di notte, di neve e di gloria.

È stupefacente, la sua violenza è la sua bellezza.

Questa rosa è pura invenzione. 

È una rosa piena di spine, furiosa, speziata, cipriata, con un tocco di pepe, estremamente persistente.

La Fille de Berlin è un profumo complesso che nulla ha a che vedere con una fragranza soliflore.

Questa rosa è Marlene Dietrich nel film Morocco di Von Sternberg: in quel film indossa un frac da uomo che le fascia la vita e i contorni ondulati e sinuosi: seduce e provoca, affronta e scandalizza, è più donna che mai, mette al femminile quello che c’è di più maschile.”

La Fille de Berlin non è un semplice profumo, non è la fragranza di una stagione, ma è l’essenza di tutta la vita, quella di cui una volta provata non riesci a farne a meno perché faceva parte di te da sempre, anche se ancora non lo sapevi.

E poiché il profumo è, per definizione dello stesso Lutens, “la scelta di un’identità”, io ho scelto di essere forte e indipendente come una rosa, apparentemente intoccabile e irraggiungibile, ma che una volta conquistata ti sorprende con la sua dolcezza.

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Testo di Mila e foto di Alixia

MiLa ed Alixia ci accompagneranno in un viaggio divertente tra cosmesi, profumi & make-up, potete saperne di più sul loro conto qui o sui rispettivi blog.

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