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Dedicato a Jacqueline Onassis, Love in Black, ha personalità da vendere. Personalità e classe, non urla ma si fa ascoltare; non fa moine, ma seduce; è un finto fiorito con un lato oscuro e questo affascina. Creato per le donne ma fantastico anche sugli uomini che oseranno, d’altronde le violette si sono fatte strada dai tempi di Fahreneit in diversi grandi classici maschili. Ed anche in fragranze nate per le donne ma adottate anche dagli uomini senza nulla nuocere alla loro, ehm, virilità, anzi… Violet Blond di Tom Ford, di cui parleremo prossimamente è il primo che mi viene in mente di questa seconda categoria.

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Violetta e legno di cedro emergono forti nelle note di testa, un duetto di voci che si alternano, la violetta fresca, romantica ed i suoi sentori poudré e di bosco. Il legno di Cedro della Virginia è quella voce baritonale e profonda, che dà corpo alla violetta, dandomi l’idea di essere in un bosco, umido per le recenti piogge, in cui nell’aria si mischia l’odore civettuolo di sottobosco delle violette e quello più essenziale nel legno di cedro.

L’Iris viene fuori quasi a sorpresa, luminosa, decisa connubio di giorno e notte, di luce e di buio, come un’alba boreale. Ammorbidita da un tocco di musk Tonkino.

Non so perché tendo ad associare le note essenziali dell’iris, quando proposta nelle sue faccette più scure, al cuoio. Non il cuoio fumoso di Bandit o Cuir de Russie. Ma piuttosto un suède, uno scamosciato, morbido al tatto come Daim Blond (dove il riferimento al cuoio è diretto) e Bas de Soie (dove l’effetto cuoio è reso dall’uso dell’iris) di Serge Lutens. Resta poi il lato arcano e misterioso di questa fragranza, d’altronde l’amore ha sempre qualcosa da scoprire se non da svelare.

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