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profumo

Creato alla fine del 2011, Violet Blonde di Tom Ford, si è subito guadagnato un posto tra i classici senza tempo. Eppure esplora note non facili, ma piene di carattere e decisamente sensuali.

Grande protagonista della fragranza è la violetta accompagnata all’iris. Un incontro non facile da gestire, come discutevamo nel post dedicato a Love in Black dei Creed. È interessante notare come due fragranze sulla carta molto simili (provate a raffrontare le piramidi olfattive di entrambi) creino fin dal primo sniffo, due profumi estremamente diversi.

In Love in Black, fiore di violetta, iris e note cuoio  hanno creato una fragranza elegante, classica, forse appena un po’ nostalgica seppure pervasa dall’eterno sorriso che il fiore di violetta porta con sé. Come da promessa c’è tutto lo charme di una Jacqueline Onassis.

Decisamente attuale e provocante invece il Violet Blonde di Tom Ford. Qui più che il fiore della violetta, siamo tra le foglie croccanti che parlano di terra e di sottobosco. L’odore più di frutti di bosco/caramelle tipico del petalo di violetta viene fuori solo più tardi. Sempre accennato. Esasperata è invece la faccetta indolica/animalica del gelsomino, che tutto avvolge da grande seduttore. Forse è anche l’incontro col musk ma è una nota strana che alle volte sento quando raccolgo qualche violetta in montagna con tutte le radici e briciole di terriccio.  Un odore particolare che viene fuori dalla mescolanza di fiore, foglia, radici e sottobosco. La sensazione è quella di passare le mani su un opulento velluto viola.  Chi ricorda le 3 vampire del Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola? Quella musica di violoncello che incalza lenta, vibrante, ineluttabile…

Infine a pelle restano le note di cedro, rese lattiscenti (quindi più morbide e meno essenziali) dalla presenza del musk e del benzoino. Attenzione è un’arma di seduzione, e tanto più deliziosa (troppo drammatico dire “conturbante”?) sulla pelle maschile.

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